Gary Sinise regista, Cupellini, Buñuel: le novità di questa settimana in streaming

Gary Sinise regista, Cupellini, Buñuel: le novità di questa settimana in streaming

Settimana dal 29 luglio al 2 agosto 2019: vi proponiamo una piccola selezione di titoli recentemente entrati nei cataloghi delle maggiori piattaforme streaming, corredandole di recensione di FilmTv. Buona visione!

Grindhouse – A prova di morte di Quentin Tarantino
Il cinema di Tarantino, quantomeno prima della lettera storica e mistificatrice intorno cui gira The Hateful Eight, è un mondo a parte, totalmente estraneo alla realtà, alle sue leggi, alle sue logiche. Tanto che in Bastardi senza gloria ardisce a riscrivere la Storia, in un gesto eretico e insieme malinconico, che mentre gioca con la tragedia nazista ci dice per puro paradosso dell’impotenza dell’Arte, della sua impossibilità lancinante ad agire sul mondo. E questa prima parte del dittico Grindhouse, omaggio al cinema di bassissima serie a braccetto con il Planet Terror di Robert Rodriguez, è proprio il film più teorico, struggente e funereo di Tarantino: i personaggi sono copie di copie, protagonisti eppure, letteralmente, controfigure. E se il furioso jeu de massacre finge di ossequiare i B movie che furono, non fa altro che guardarsi allo specchio, involuto in se stesso, ripetendo incessantemente, fino all’esasperazione manierista, all’autoparodia, allo sfinimento masochista, le marche poetiche dell’autore. Riducendole ai minimi termini, in una storia semplificata al ritmo binario. Delitto+castigo. Dialoghi prolississimi e triviali, feticismo dilagante, masturbazione autocitazionista. Pare un esercizio ludico. Ma è la resa disarmante di un cineasta che non sa conoscere il mondo.

Giulio Sangiorgio (pubblicata su FilmTv n° 34/2017)

Alaska di Claudio Cupellini
Fausto, cameriere in attesa di successo, e Nadine, una bellezza disarmante. Si incontrano e si innamorano. Poi si perdono. Forse. Cupellini fa sgorgare da una regia nervosa ed epidermica una sfacciata epica romantica dal respiro europeo, à la Audiard, con due interpreti a cui non si può non voler bene.

(pubblicata su FilmTv n° 12/2019)

La via lattea di Luis Buñuel
Sessantanovenne nel sessantotto, Don Luis affronta nientemeno che i dogmi e le eresie del cristianesimo, in un film di impressionante densità e ancora più stupefacente leggerezza. Coltissimo e iconoclasta, rigoroso ma mai timoroso, Buñuel «ateo per grazia di Dio» (e non «grazie a Dio ateo» come recitano le t-shirt: con grazia di Dio ci si riferisce solitamente alla fede) varca i confini del tempo e dello spazio. Il pellegrinaggio dei due protagonisti si fa, più che cornice da letteratura medievale come nei Racconti di Canterbury, puro pretesto, attraversato da apparizioni nientemeno che di Gesù e De Sade e da spiragli di feticismo per le statue, elementi delle sue prime opere surrealiste. D’altra parte La via lattea è tanto ricco di teorie e paradossi sulle più astratte questioni da farsi monito sulla deriva delle alte sfere del pensiero. Lo stesso Buñuel del resto sottoscriveva il motto bretoniano «un filosofo che non capisco è un fetente». Per poi aggiungere, sardonicamente, che, a volte, stentava a capire l’amico Breton.

Andrea Fornasiero (pubblicata su FilmTv n° 04/2015)

Spy Kids di Robert Rodriguez
C’è un film nel film, un attimo prima che Spy Kids cominci la sua corsa a perdifiato multiforme, multicolor, multicitazionista. È un prologo che condensa in cinque minuti una classica macchina narrativa vecchio stampo, con la parabola action-Harmony dei due adulti celebrata e istantaneamente archiviata nella forma di favola della buonanotte, di un passato su cui ironizzare affettuosamente prima di canzonarlo in una bolgia a misura di pubertà, spericolata e caleidoscopica. Un’attrazione da luna park su cui Rodriguez è il primo a salire, lui fanciullino esagitato, ingordo di esuberanza multicolor, di cartoni animati e spy story, di Indiana Jones e 007 (Teri Hatcher è un’ex Bond girl), che fa film per se stesso, prima di tutto e nonostante tutto. Seguendo il consiglio che il fanboy Juni dà al suo idolo Floop (un Willy Wonka egomaniaco e in declino): inclusività, immedesimazione. Conosci il tuo target. Sii il tuo target. Rodriguez non se lo fa ripetere due volte e, già che c’è, si diverte come un pazzo e scaraventa nel paiolo schegge di culto – MatrixIl villaggio dei dannatiInspector Gadget (cartoon). Un (video)gioco di prestigio, ma sull’effettistica gustosa della parodia e del remix prevale comunque lo sguardo del figlio che impara i sentimenti per un padre che credeva cialtrone, accettandone i difetti perché parte del suo essere, finalmente, un supereroe.

Fiaba Di Martino (pubblicata su FilmTv n° 28/2017)

Gli irriducibili di Gary Sinise
Questo è un piccolo film indipendente purtroppo misconosciuto, ed è strano soprattutto per due motivi: Richard Gere vestiva già da più di un lustro i panni della star, e il genere di riferimento, quello dei cosiddetti farming movies, cioè i drammi agricoli anti-sistema come Le stagioni del cuore e Il fiume dell’ira, scaldava all’epoca molti cuori. Ma la reaganomics era ormai agli sgoccioli, e il pubblico guardava altrove. Ecco perché l’esordio di Sinise è fra i canti del cigno di un cinema hollywoodiano anni 80 impegnato e schierato contro una politica disgraziata. Da qui in poi, il burtoniano Batman, il film high concept e il film theme park, e inoltre un postmoderno sempre più esibito, avrebbero cambiato definitivamente ogni cosa, indirizzando altrove anche il mercato indie. Nessuna facile condanna o nostalgia, erano i tempi che stavano mutando pelle, tutto qua (che poi la pelle di prima fosse migliore di quella successiva è un altro paio di maniche). Gli irriducibili rimane comunque un bell’esempio di un’America marginale e silenziosa, capace di contaminare i generi (compresi noir e road movie) e di parlare chiaro, perché allora la chiarezza e la semplicità fungevano in sala da disubbidienza a uno stato delle cose insopportabile. E poi c’è Brian Dennehy, uno degli attori più rappresentativi del cinema statunitense eighties, e uno dei migliori.

Pier Maria Bocchi (pubblicata su FilmTv n° 24/2017)

Link utili:
Grindhouse – A prova di morte di Quentin Tarantino in streaming
Alaska di Claudio Cupellini in streaming
La via lattea di Luis Buñuel in streaming
Spy Kids di Robert Rodriguez in streaming
Gli irriducibili di Gary Sinise in streaming

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