Terrence Malick: Istruzioni per l’uso

Terrence Malick: Istruzioni per l’uso

Arriva in streaming The Tree of Life, uno dei film recenti di Terrence Malick che più ha diviso critica e pubblico. Allo scorso festival di Cannes è stato presentato l’ultimo film del regista, A Hidden Life, ma già con l’uscita di Song to Song nel 2017 abbiamo colto l’occasione per tirare le fila sull’opera del regista e fare qualche riflessione sul diverso riscontro che hanno avuto i suoi ultimi film. Vi proponiamo dunque quest’articolo di Alessandro Baratti, originariamente pubblicato su FilmTv n° 21/2017.

«Nel cinema di Malick c’è qualcosa in più del solo cinema»: è con questa frase che Philippe Fraisse inizia il prezioso studio Un jardin parmi les flammes: le cinéma de Terrence Malick pubblicato nel 2015 dalle edizioni Rouge profond. La suggestiva apertura di Fraisse non è del tutto nuova a chi abbia dimestichezza con la critica cinematografica degli anni 50 e 60, poiché riecheggia la celebre formula coniata dal gesuita francese Amédée Ayfre proprio in quel periodo: «Nell’immagine c’è qualcosa di più della sola immagine». Secondo Ayfre, l’immagine cinematografica non si limita a illustrare o riprodurre oggettivamente una porzione di realtà, ma racchiude in sé una ricchezza simbolica che, generando un mistero da decifrare, sprona lo spettatore all’interrogazione e all’interpretazione. Sembrerebbe un paradosso da quattro soldi, eppure è proprio grazie a questa idea dell’immagine come scintillio del mistero che è possibile indovinare quell’altro mondo di cui, in La sottile linea rossa (1998), il soldato Witt (Jim Caviezel) parla al materialista sergente Welsh (Sean Penn): «Io l’ho visto un altro mondo. A volte penso solo di averlo immaginato». Ovviamente lo spettatore assuefatto a prodotti audiovisivi senza sbavature non può concedersi un lusso simile: la visione di una sola sequenza di un film di Terrence Malick, soprattutto da The Tree of Life (2011) in poi, gli susciterà l’impressione di non comprendere nulla, precipitandolo nell’insoddisfazione e, diciamolo apertamente, nella noia. La reazione è pressoché inevitabile, poiché nelle rapsodie cinematografiche concepite da questo cineasta sfuggente e inavvicinabile per decenni, ma ultimamente sempre più prolifico ed esposto, si tratta davvero di spingersi in territori distanti anni luce dalla fruizione audiovisiva contemporanea. Davanti ai film di Malick, come suggerisce Fraisse, «dobbiamo abbandonare i nostri automatismi intellettuali e affettivi, i nostri gusti e le nostre convinzioni. The Tree of Life, o ancor più To the Wonder (2012), nelle loro traiettorie radicali di un cinema della sensibilità e dell’interrogazione, non si possono percepire che a condizione di mettere a distanza tutto ciò che fa la nostra attualità». Ciò che propone Malick nei suoi ultimi film – quelli in cui il racconto si sgrana in episodi non direttamente collegati, nei quali le motivazioni dei personaggi non si spiegano con i soli strumenti della ragione e dove il prima e il dopo si intrecciano vertiginosamente – è l’esperienza del viaggio come momento di rigenerazione interiore. Da The New World – Il nuovo mondo (2005) a Knight of Cups (2015) fino a Song to Song, titolo che suggerisce il moto perpetuo di canzone in canzone, il cinema di Malick non fa che mettere in scena un itinerario di rinascita spirituale, un itinerario che richiede dallo spettatore una disposizione all’accoglimento e al raccoglimento. Difficile stabilire a quale dottrina appartenga questo progetto di conversione dello spettatore che non ha pari nel panorama cinematografico contemporaneo. Chi scrive vi ha colto un’affinità con lo gnosticismo, tradizione religiosa che risale ai primi secoli del cristianesimo e che considera la materia come il prodotto deteriore di una divinità malvagia e ingannevole: il Demiurgo. E in Song to Song è proprio la figura demiurgica incarnata da Michael Fassbender, manipolatore seducente e superbo, a imporre la sua legge diabolica e succhiare la luce a chi gli sta intorno, dispensando in egual misura lussuria, menzogna e dolore. In questa prigione che chiamiamo mondo.

Alessandro Baratti

Filmografia di Terrence Malick disponibile in streaming:
[1973] La rabbia giovane
[1978] I giorni del cielo
[1998] La sottile linea rossa
[2005] The New World – Il nuovo mondo
[2011] The Tree of Life
[2012] To the Wonder
[2015] Knight of Cups
[2016] Voyage of Time
[2017] Song to Song
[2019] A Hidden Life

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