Demme, Eastwood, Zurlini, Hawks: tutto l’impegno delle novità di questa settimana in streaming

Demme, Eastwood, Zurlini, Hawks: tutto l’impegno delle novità di questa settimana in streaming

Settimana dal 22 al 27 luglio 2019: vi proponiamo una piccola selezione di titoli recentemente entrati nei cataloghi delle maggiori piattaforme streaming, corredandole di recensione di FilmTv. Buona visione!

The Manchurian Candidate di Jonathan Demme
Al termine della Prima Guerra del Golfo, grazie alla popolarità sollevata da un suo eroico gesto, il sergente Raymond Shaw entra in politica e – “assistito” dall’influente madre – giunge alle soglie della vicepresidenza. Ma il maggiore Ben Marco (uno dei militari salvati da Shaw) è ossessionato dagli incubi, e comincia a sospettare che l’episodio in cui è stato coinvolto e i suoi successivi sviluppi nascondano un diabolico complotto. Rifacendo e attualizzando Va’ e uccidi (1962) di John Frankenheimer, Demme – per istinto, un regista del subconscio – ne replica l’impatto inquietante, anticonsolatorio, amaramente consapevole della realtà, efficace soprattutto nella prima parte.

(pubblicata su FilmTv n° 17/2019)

Cronaca familiare di Valerio Zurlini
Due fratelli al confronto con la morte. Dopo Estate violenta e La ragazza con la valigia si compie al livello più alto il rapporto Zurlini-Titanus, che avrà una splendida ma ahimé isolata ripresa con La prima notte di quiete: quattro titoli che rendono questo incontro tra un regista e una produzione tra i più alti di tutta la storia del cinema, degni per esempio del rapporto tra Henry King e la Fox che ci si è magnificamente proposto al recente Il Cinema Ritrovato di Bologna. Cronaca familiare ottenne il Leone d’oro a Venezia insieme a L’infanzia di Ivan di Tarkovskij: e anche se sembrò un verdetto “politico” fu probabilmente il più felice ex aequo mai espresso, essendo l’esordio del russo tuttora tra i suoi film più sorprendenti (anche in rapporto alle recenti rivelazioni sui besprizornye), e il film di Zurlini tra le più intense esperienze mai apparse su schermo, una rilettura del romanzo di Vasco Pratolini che ne accentua complessità e bellezza. Mastroianni e Perrin sono grandissimi, e il momento in cui Sylvie li saluta con le mani sulle guance è giustamente considerato da Paul Vecchiali il più struggente di tutto il cinema. Purtroppo il rapporto Zurlini-Titanus s’incrinò attorno a quei capolavori, e il non meno bello (so di essere tra i pochi a pensarlo) Seduto alla sua destra nacque nell’isolamento del regista, pur riprendendo la grande chiosa a Laurel e Hardy che si trova in Cronaca familiare. La versione trasmessa ed edita in dvd è un geniale rimontaggio d’autore ma quella più lunga presentata a Venezia è ancora più bella e meriterebbe una riedizione.

Matteo Marelli (pubblicata su FilmTv n° 28/2019)

Mustang di Deniz Gamze Ergüven
Turchia. Cinque sorelle, di ritorno da scuola, giocano e si divertono con coetanei di sesso maschile. Scoppia uno scandalo. Opera fondamentale per comprendere la condizione femminile in una società come quella turca, governata da un presidente per cui «la parità di genere è contro la natura umana», Mustang dovrebbe costituire un oggetto di studio obbligatorio nelle scuole.

(pubblicata su FilmTv n° 14/2016)

Il grande sonno di Howard Hawks
Apparentemente, un caso senza soluzione. La matassa che deve dipanare Marlowe è talmente ingarbugliata che ci si capisce poco. Si lamentarono anche gli attori: sceneggiatura troppo difficile. Ma c’è una differenza con le storie postmoderne di oggi, quelle che se ne fregano di coprire tutti i buchi. Se il film lo si vede cinque volte, e si segue concentrati la narrazione inesorabile di Howard Hawks, tutto torna. Davvero. Trionfo del cinema classico, di per sé la miglior forma di scrittura (quindi “organizzazione in segni e simboli”) del caos. Che poi il film sia il più noir mai realizzato non è ovviamente un dettaglio. Bogart resta la quintessenza dell’attore hard boiled. Anche Robert Mitchum e James Caan sono stati ottimi Marlowe, ma ogni paragone è improponibile. Tra gli autori dei dialoghi William Faulkner, questo anche per ricordare chi metteva mano al cinema che fu.

Mauro Gervasini (pubblicata su FilmTv n° 15/2009)

Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood
Seconda Guerra Mondiale. Sulla sacra isola dalle spiagge nere, i soldati nipponici combattono strenuamente tenendo la linea di fronte alle truppe americane. Saigo, un ex fornaio, Shimizu, un allievo poliziotto idealista, il barone Nishi, campione olimpico di equitazione, e tutti gli altri sono sotto il comando del generale Tadamichi Kuribayashi, uomo di grande cultura che ha vissuto a lungo negli Stati Uniti e per questo conosce il nemico come nessun altro. La cruenta battaglia di Iwo Jima dal punto di vista dei nemici, i giapponesi. Ispirandosi alle lettere autentiche del generale Kuribayashi (interpretato dal bravissimo Ken Watanabe), Clint Eastwood realizza il film-gemello e speculare di Flags of our Fathers, senza bisogno di sottolineare a tutti i costi la bontà dei “suoi” e invece cercando di penetrare lo stato d’animo degli “altri”. Il regista, coadiuvato oltre che dal solito Paul Haggis anche dalla sceneggiatrice nippoamericana Iris Yamashita, ottiene un risultato magico e una delle sue opere più complesse e mature, dimostrandosi coerente ai propri principi (compresa la passione tutta estetica per l’eroismo bellico) ma radicalizza l’umanesimo tipico dei suoi titoli migliori. Azzeccata la scelta di imporre ovunque dialoghi in giapponese con i sottotitoli, che non ha premiato dal lato commerciale ma ha rappresentato un’anomalia e un precedente importanti nella storia di Hollywood. Fa sorridere il Golden Globe vinto come “miglior film straniero”.

Mauro Gervasini (pubblicata su FilmTv n° 45/2016)

Link utili:
The Manchurian Candidate di Jonathan Demme in streaming
Cronaca familiare di Valerio Zurlini in streaming
Mustang di Deniz Gamze Ergüven in streaming
Il grande sonno di Howard Hawks in streaming
Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood in streaming

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