4:44 – L’ultimo giorno sulla Terra

4:44 – L’ultimo giorno sulla Terra

Un dramma apocalittico con Willem Dafoe, che per la terza volta nella sua carriera collabora con Abel Ferrara. Un film presentato in concorso alla 68esima Mostra Internazionale del cinema di Venezia e poi quasi passato inosservato. Ma per fortuna è recuperabile in streaming: qui trovate la recensione pubblicata in origine su FilmTv n° 29/2013.

Al termine della notte delle domande e del buio delle risposte, il mondo di Ferrara chiude i battenti alle 4.44 di un giorno qualunque. «E siamo già angeli», senza avere ottenuto le certezze agognate, senza che Dio abbia mai soddisfatto il nostro bisogno di chiarezza. Senza quasi essercene accorti, perché nell’ultimo, colpevolmente inedito film dell’autore italoamericano, l’apocalisse è attesa ripetendo i gesti di sempre, le follie routinarie, le schiavitù moderne e materialiste. L’essere umano è prigioniero del flusso quotidiano, dell’esposizione ai media, delle azioni e delle pulsioni che di fronte alla fine non conoscono scarto, né abolizione. Cisco vive nell’appartamento di sempre, aspettando che dal cielo (Sky) sopraggiunga la fine, cercando nella sua compagna (Skye) condivisione di corpi in attesa – sospesi tra la fisicità di un ultimo incontro sessuale e la spiritualità del “giocare a volare” – bramando su una videochat (Skype) chiarimenti sentimentali. Ma siccome «siamo già morti» Sky non parla e Skye non rinuncia alle gelosie di sempre, rinfocolate dagli incontri su Skype con la ex moglie di Cisco. Allora lui esce di casa, in cerca di una normale serata tra amici che si drogano con la roba di una vita, mentre per le strade l’esistenza scorre (in) consapevole, senza furia collettiva né rivoluzioni. Ferrara mette in scena uomini che, inermi, vanno incontro alla fine come automi. Qualcuno si suicida, è vero, e una donna piange sulla strada al grido «non voglio morire». Ma sono casi isolati, marginali, residuati di epoche passate in cui l’anestesia (tecnologica?) non aveva ancora terminato il suo lavoro sulla coscienza. Il Gesù di Il cattivo tenente non si muove più, marmorizzato in una statua muta e impassibile. 4:44 Last Day on Earth è l’enorme gesto di umiltà da parte di un autore che riconosce di non essere arrivato al punto in cui avrebbe voluto anni fa, ai tempi in cui le domande venivano formulate (Fratelli), teorizzate (Mary) o persino urlate (Il cattivo tenente), in cerca di risposte mai ottenute. Erano anni di ricerca. Oggi è il giorno del (non) raccolto. E allora? Allora si torna sempre lì, a quell’occhio nero dipinto da Ferrara in The Driller Killer e replicato da Skye su una tela gigante. Un occhio vuoto, simbolo virtuoso di un nulla artistico, antropologico e metafisico nel quale Abel ha sempre guardato dentro, cercando un senso e trovando l’abisso. Per comprendere (o criticare) un film come 4:44 il cinema non basta.

Claudio Bartolini

Link utili:
4:44 – L’ultimo giorno sulla Terra di Abel Ferrara in streaming
La filmografia di Abel Ferrara in streaming

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