Riserva americana

Riserva americana

Nove ragazzi della Guardia nazionale in esercitazione si addentrano in una zona paludosa della Louisiana. È, quello, il territorio dei Cajun, un’antica comunità di cacciatori di origine francese. I soldati fanno gli smargiassi e sottraggono ai nativi alcune canoe. Inizia così una guerriglia spietata, in un film di Walter Hill ora disponibile su Amazon Prime Video. Ve lo raccontiamo con un articolo di Mauro Gervasini pubblicato su FilmTv n° 09/2017.

I guerrieri della palude silenziosa è il quinto film di Walter Hill dietro la macchina da presa. Il titolo italiano sfrutta l’assonanza con il cult movie del regista, I guerrieri della notte (1979), d’ora in poi però ci riferiamo solo al titolo originale Southern Comfort (che è anche una specie di whiskey dolciastro). Hill e il suo socio David Giler, dopo la gloriosa avventura di Alien (1979), di cui sono produttori, e il discreto successo del western I cavalieri dalle lunghe ombre (1980), pensano di realizzare un survival movie con elementi bellici. Un primo soggetto, firmato da entrambi, viene proposto alla 20th Century Fox fin dai tempi della collaborazione per Alien, ma la major non è interessata. La figlia del regista britannico specializzato in produzioni Disney Robert Stevenson, Venetia, a capo di una società indipendente (la Cinema Group), dopo avere letto lo script decide invece di entrare nel progetto. Nasce così Southern Comfort, la cui idea di base risale al primo film di Walter Hill, L’eroe della strada (1975), già ambientato in Louisiana con una scena girata a ridosso tra le paludi, in mezzo ad alcuni cajun. La storia del film è quella di un gruppo di riservisti, tutti della Louisiana tranne Powers Boothe, ingegnere chimico texano a Baton Rouge per lavoro, sperduti nelle paludi e braccati da alcuni trapper ai quali hanno “preso in prestito” le canoe. Lo schema ricorda quello di I guerrieri della notte, a sua volta desunto dall’Anabasi di Senofonte: un gruppo di guerrieri superstiti compie un viaggio tra molti pericoli, e in mezzo ai nemici, per “tornare a casa”. Solo che in Southern Comfort non si capisce bene quale sia la “casa”. Non sono, gli uomini della Guardia nazionale, impegnati in una esercitazione nel cuore degli Stati Uniti? Eppure quella specie di Vietnam è popolato da fantasmi, eredi degli acadiani francesi scappati dal Canada dopo la sconfitta con l’Inghilterra nella guerra franco-indiana (1756-1763). Parlano un patois tutto loro, non capiscono l’inglese (o fingono di non capirlo, vedi il personaggio monco di Brion James, grande apparizione), vivono in comunità chiuse con le loro tradizioni (specie musicali: straordinario lavoro di Ry Cooder in colonna sonora; nella sequenza finale, al campo dei trapper, si esibisce Dewey Balfa, che con Parlez-nous à boire aveva sdoganato la musica cajun, della quale il tradizionale Jole Blon rappresenta una sorta di inno). Non abbiamo lo spazio per esaminare uno a uno i componenti del gruppo di riservisti, estremamente interessanti. Solo due di loro sono veri soldati; il primo, Peter Coyote, viene ammazzato quasi subito, il secondo, Les Lannom, si immola addirittura con la baionetta. Eh sì, perché questi dopolavoristi si esercitano con armi a salve (tranne Fred Ward, il bastardo del gruppo, che ha una piccola scorta di full metal jacket) e per questo sono facile bersaglio dei fucili dei cajun. Tutto girato in esterni, nella palude vicino a Shreveport, in condizioni estreme e con una troupe leggerissima, con Hill direttamente alla macchina da presa con il grandissimo direttore della fotografia Andrew Laszlo, Southern Comfort ha un impatto estetico pazzesco. Sembra che la stessa visione trasudi umidità e putridume, che lo sguardo ambisca a essere “viscerale”, in un film dove il leimotiv delle viscere è spesso letterale (conigli sventrati, maiali impiccati e squartati in tempo reale). Il cuore degli Stati Uniti pulsa e sanguina e sembra un territorio alieno pieno di minacce, dove l’”arrivano i nostri” rappresentato sui titoli di coda da un elicottero militare in ralenti non fa tirare a nessuno dei sopravvissuti il benché minimo sospiro di sollievo.

Mauro Gervasini

Link utili:
I guerrieri della palude silenziosa in streaming
La filmografia di Walter Hill disponibile in streaming

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