Tutti insieme appassionatamente

Tutti insieme appassionatamente

Quando un fumetto cult arriva nelle mani di un autore cult è subito festa: ovvero, dal Marvel Cinematic Universe alla regia di Joss Whedon. Parliamo di The Avengers, che arriva in streaming su TIMVision (fino al 31 agosto 2019 in versione abbonamento, in seguito solo a noleggio). Lo racconta appassionatamente Alice Cucchetti, con un articolo pubblicato su FilmTv n° 32/2015.

Cominciamo dalla fine, cioè dalla sequenza dopo i titoli di coda. In The Avengers ce n’è una, come in tutti i capitoli del Marvel Cinematic Universe: mostra il gigantesco e spaventoso Thanos con pessime intenzioni nei confronti dei terrestri, provocando isteria e giubilo negli appassionati di fumetti, e moderata curiosità in tutti gli altri spettatori. La versione statunitense del blockbuster di Joss Whedon, però, ha un’altra scena bonus, proprio alla fine: l’inquadratura è fissa, non succede niente, i Vendicatori siedono, arruffati e in silenzio, masticando sconsolatamente junk food in una tavola calda semidistrutta dalla devastante battaglia di New York, che i sei hanno appena combattuto e vinto. Le immagini post credit sono il luogo in cui il produttore Kevin Feige ha edificato con costanza la colossale impalcatura dell’universo cinematografico Marvel: mentre allineava i cinecomix personali di Iron Man, Thor, Capitan America, perfino il mezzo flop sull’incredibile Hulk (tutti film ufficialmente indipendenti e autoconclusi), spargeva indizi più o meno decifrabili, annodava fili di una stessa trama, incastrava i pezzi del medesimo puzzle. The Avengers è la chiave di volta e il punto di svolta di quest’ambizioso universo condiviso, crossmediale, multicanale (mai visto prima, non con questa premeditazione): equilibrio delicatissimo, affidato con lungimiranza alle mani di Joss Whedon, autore cult di serie tv (BuffyAngelFireflyDollhouse) e di fumetti (FrayAstonishing X-Men). Fan, nel senso che la parola ha acquisito negli ultimi decenni, ovvero qualcuno abituato non solo a maneggiare con consapevolezza le regole di mondi immaginari, ma anche a impastare quella stessa materia per originare ulteriori cosmogonie pop. In The Avengers Whedon può assemblare finalmente i Vendicatori, con lo stesso entusiasmo gioioso dei ragazzini che dirigono battaglie tra action figure negli apocalittici scenari della propria cameretta. Il compito è arduo, perché la carne al fuoco è tanta, così come numerose sono le primedonne presenti sul set; il sarcasmo logorroico di Tony Stark fa a cazzotti con la gravitas shakespeariana di Thor e con la patriottica seriosità di Steve Rogers, l’apparente debolezza di Natasha e Clint (“semplici” umani) può sfiorare il ridicolo in confronto all’incontenibile mostruosità di Bruce Banner. Soprattutto: il film rischia di presentarsi come un prodotto per “iniziati”, allontanando tutti quelli (tanti) che non hanno partecipato alla caccia al tesoro post titoli di coda, facendo collassare la struttura faticosamente costruita fin lì. Whedon se la cava ottimamente imboccando la via più metacinematografica: The Avengers è, per tutta la prima parte, un film su quanto sia difficile (e, incidentalmente, divertente) fare gli Avengers; la seconda metà è la realizzazione frenetica e vertiginosa (a mezzo pianisequenza che sembrano scapicollarsi direttamente fuori dalle strisce a fumetti) dei giochi infantili di cui sopra. Sottoponendo il tutto al tipico trattamento dell’anti-epica whedoniana: quella per cui un improbabile gruppo di freak si perde in bisticci sciocchi, salva il mondo e va a mangiarsi un panino tra le rovine. Non necessariamente in quest’ordine. Identificando i nerd con i supereroi, il bimbo che agita i pupazzetti mimando esplosioni con l’autore-produttore di kolossal. In fondo, è soprattutto per questo che The Avengers «spacca».

Alice Cucchetti

Link utili:
The Avengers in streaming
La filmografia di Joss Whedon disponibile in streaming

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