Sulla cresta dell’onda

Sulla cresta dell’onda

Il cinema di Kathryn Bigelow, prima regista ad aver vinto l’Oscar, nel 2010, è di quelli che non lasciano indifferenti, dal volto allucinato di Ralph Fiennes in Strange Days ai titoli più recenti, più impegnati, come Detroit. Questa settimana tra i nuovi titoli disponibili su Infinity troviamo il remake del 2015 di un film entrato nell’immaginario collettivo, che decidiamo di raccontarvi con un articolo di Claudio Bartolini, pubblicato su FilmTv n° 02/2013.

Sogni spezzati. Onde infrante. Vite lanciate sul mare e al mare concesse, come pegno per attimi di gloriosa adrenalina. Sono passati più di 20 anni, eppure quelle danze a pelo d’acqua ci fanno venire ancora la pelle d’oca alta così. Reagan, Johnson, Nixon, Carter: gli “ex Presidenti” entrano nelle banche come nelle onde. Surfano sul bancone come sulla tavola, in perfetto equilibrio tra salvezza e abisso. Poi scompaiono, nella schiuma del mondo comune, per riemergere in piedi, con occhi proiettati sulla prossima rapina. Sulla prossima onda. Su entrambe. Point Break è un punto di rottura, ma anche un punto di svolta nella carriera di Kathryn Bigelow, che nell’estremizzazione del genere cinematografico trova il suo superamento. Dopo Blue Steel. Bersaglio mortale, poliziesco urbano con tutti i sacri crismi e i topoi giusti, la regista californiana alza il tiro e inizia a intrecciare i canoni cinematografici con lo sviluppo di un proprio percorso autoriale. L’uso della soggettiva a mano, la macchina da presa lanciata in mirabolanti rivoluzioni come i protagonisti inquadrati senza sosta, il ricorso a tipologie di schermo sempre diverse: il terreno è pronto per Strange Days, opera della definitiva maturità che non sarebbe stata possibile senza una palestra adeguata. In Point Break la Bigelow si sbizzarrisce senza mai perdere di vista la tensione e il ritmo, ma soprattutto una strutturazione del dialogo tra Bene e Male per nulla depotenziata da un genere solitamente sinonimo di divertimento fine a se stesso. Johnny Utah/Keanu Reeves e Bodhi/Patrick Swayze sono sfumati fino a confonderci, confondersi e perdersi. Il poliziotto impara a pensare come il rapinatore, che a sua volta è votato a un’etica (comunque criminale) in grado di renderlo digeribile e spiritualmente degno di ammirazione. Sono opposti che si attraggono, convivono e si lasciano, come fanno i surfisti con le loro onde. Come fanno i generi, frullati dalla Bigelow con i suoi sottotesti. Come fa l’America, nei confronti del suo lato più oscuro e pericoloso. Point Break è un film multistrato, capace di prendersi gioco della sua profondità lasciandoci comunque le chiavi per accedervi.

Claudio Bartolini

Link utili:
Point Break- Punto di rottura (1991) in streaming
Point Break (2015) in streaming
La filmografia di Kathryn Bigelow disponibile in streaming

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