Da “La diseducazione di Cameron Post” a “Chiamami con il tuo nome”, quando il cinema è LGBT

Da “La diseducazione di Cameron Post” a “Chiamami con il tuo nome”, quando il cinema è LGBT

“L’amore vero non ha età” si dice spesso, ma l’amore vero non ha soprattutto confini di genere, dico io, e se si guarda al cinema degli ultimi anni l’amore è davvero raccontato in tutte le sue più delicate sfaccettature.

Così anche la comunità LGBT, Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender, ha trovato bravissimi registi e tante storie che la rappresentano con film capolavoro che raccontano forme d’amore che fino a poco tempo fa, e purtroppo ancora oggi, non venivano non solo comprese ma soprattutto narrate.

Non ultimo è il bellissimo film dell’esordiente Desiree AkhavanLa diseducazione di Cameron Post“, basato sul best seller omonimo di Emily Danforth. La pellicola mostra la vita dell’adolescente Cameron (Chloë Grace Moretz), studentessa del liceo lesbica, che viene scoperta fare sesso con l’amica Coley e rinchiusa dalla zia fanatica religiosa per essere “guarita” in una comunità di diseducazione all’omosessualità.

Un film capolavoro, acclamato da pubblico e critica, a tema LGBT è sicuramente “Chiamami con il tuo nome” di Luca Guadagnino, tratto dal romanzo di André Aciman.

La storia è quella dell’amore struggente e bellissimo fra l’adolescente alle prime armi Elio, interpretato dal giovane talento Timothée Chalamet, e il ventiquattrenne Oliver.

Prima ancora a segnare un passo in avanti nel cinema LGBT ci ha pensato “I segreti di Brokeback Mountain“: l’amore segreto fra due cowboy, interpretati da Jake Gyllenhaal e dal compianto Heath Ledger, nel Wayoming degli anni ’60. Il film si è aggiudicato ben 3 Premi Oscar, 4 Golden Globes e il Leone d’Oro a Venezia. 

Fra le altre pellicole a tema LGBT da non perdere sicuramente ci sono “La vita di Adele” di Abdellatif Kechiche, Palma d’Oro a Cannes, “Philadelphia” del 1993, che all’epoca fu un vero e proprio traguardo visto che trattava omosessualità e gravità dell’AIDS, “Milk” di Gus Van Sant con Sean Penn nei panni di Harvey Milk, il primo gay dichiarato a ricoprire una carica politica, “Le fate ignoranti“, pellicola italiana del regista turco Ferzan Ozpeteck, e “Carol” di Todd Haynes, maestro del cinema queer.

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