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Dal 14 al 25 maggio torna il Festival di Cannes: ecco alcuni dei candidati alla Palma d’Oro (seconda parte)

Dal 14 al 25 maggio torna il Festival di Cannes: ecco alcuni dei candidati alla Palma d’Oro (seconda parte)

1. ABOUT ENDLESSNESSRoy Andersson

Regista dalla produzione più che contenuta (appena cinque lungometraggi in oltre cinquant’anni di carriera), lo svedese Roy Andersson ha dimostrato con Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza di poter competere nei più prestigiosi festival, conquistando nel 2014 il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Con About Endlessness, Andersson opta per una narrazione atipica che mette insieme una serie di scene ed immagini non legate in una trama lineare e narrativa. Tra i personaggi figurano Adolf Hitler, interpretato da Magnus Wallgreen, un prete, una donna amante dello champagne ed una direttrice di marketing. Unico scopo – pare – è quello di celebrare la bellezza e l’inestimabilità della vita.


2. RADEGUND
Terrence Malick

Dopo la Palma d’Oro del 2011 con The tree of life, e dopo i parziali insuccessi dei suoi due ultimi lavori, Knight of cups (2015) e Song to song (2017), Terrence Malick sembra intenzionato a tornare ad un cinema più narrativo ed a sceneggiature più strutturate. In questo senso è forse plausibile spiegare il ritardo nell’uscita di Radegund, che conferma gli ormai noti travagli incontrati dai film del regista americano in fase di post-produzione. Radegund, atteso già l’anno scorso a Cannes, vedrà come protagonista August Diehl nei panni di Franz Jägerstätter, contadino austriaco obiettore di coscienza che, rifiutatosi di combattere la seconda guerra mondiale al fianco dei nazisti, venne da questi ucciso; per queste sue gesta, Jägerstätter è stato beatificato nel 2007 dalla chiesa cattolica.


3. THE BEANPOLE
Kantemir Balagov

A soli ventisette anni, il russo Kantemir Balagov è già una realtà consolidata del cinema mondiale. Allievo di Sokurov, si è fatto notare con Closeness (2017), grazie al quale ha conquistato il premio Un certain regard al Festival di Cannes. Con The Beanpole, Balagov opta per un racconto al femminile di genere storico: nella Leningrado distrutta dal secondo conflitto mondiale, due giovani donne cercano di andare avanti e di trovare un senso alle loro rovinose esperienze, coltivando la speranza pur inghiottite dalle rovine di una guerra catastrofica.


4. J’ACCUSE
Roman Polański

Dopo le controversie legate alle sue dichiarazioni in merito al movimento Me Too, Roman Polański potrebbe portare un’altra sua opera a Cannes, che lo vide splendido trionfatore nel 2002 con Il pianista. Il cast è altisonante: Jean Dujardin (premio Oscar per The Artist nel 2012), Louis GarrelMathieu Amalric e, come di consueto, la compagna Emmanuelle Seigner. J’accuse narrerà la nota vicenda legale dell’affare Dreyfus, che a cavallo tra XIX e XX secolo divise l’Europa e lasciò intravedere i primi spettri dell’antisemitismo nel Vecchio Continente.


5. 2019
Lav Diaz

Noto alla critica per la raffinatezza ed il virtuosismo delle riprese, nonché per la lunghezza interminabile dei suoi racconti, il regista filippino Lav Diaz – nel 2016 Leone d’Oro a Venezia con La donna che se ne è andata – è pronto a sbarcare a Cannes con un’opera di sorprendente attualità. Anche in questo caso il riserbo è quasi impenetrabile, così come il titolo stesso dell’opera, che al momento, provvisoriamente, è 2019. La storia, scritta dallo stesso Diaz quasi vent’anni fa, dovrebbe ruotare intorno alla presa del potere da parte di un despota filippino, in un sci-fi politico che suscita parecchie assonanze con l’attuale situazione politica delle Filippine.


6. GLORIA MUNDI
Robert Guédiguian

Sempre dalla parte degli ultimi, degli oppressi e degli emarginati, e sempre con uno spirito critico nei confronti della contemporaneità, il francese Robert Guédiguian sceglie una storia ambientata ancora una volta nella sua città natale, Marsiglia. Il film, che dovrebbe essere imperniato sui temi dell’accoglienza e, appunto, delle crisi politico-economiche contemporanee, narrerà la storia di una famiglia che si riunisce in occasione della nascita della piccola Gloria. Ma la felicità del parto dovrà scontrarsi con le difficoltà quotidiane, per le quali lo zio della neonata sembra avere una soluzione vincente. Nel cast figurerà come al solito Gérad Meylan, vero e proprio attore-feticcio del regista.

 

7. IT MUST BE HEAVENElia Suleiman

Il regista palestinese Elia Suleiman, dopo aver calcato i più importanti palcoscenici cinematografici del mondo e fatto incetta di riconoscimenti, potrebbe far ritorno a Cannes dopo dieci anni dalla sua ultima apparizione (Il tempo che ci rimane). Nella sua ultima opera, It must be heaven, egli è presente nella doppia veste di narratore e protagonista. In fuga dalla natia Palestina, girovagando per il mondo egli si renderà conto che le somiglianze di mondi lontani con la sua terra natale sono in realtà parecchie, e che il sentimento di appartenenza è sempre dentro di lui. L’identità, pare dirci Suleiman, è qualcosa che non si abbandona allontanandosi dai luoghi fisici, ma qualcosa di più profondamente radicato nell’anima.


8. DOMINO
Brian De Palma

Dal maestro del thriller De Palma potrebbe arrivare a Cannes l’ultima, attesissima opera: Domino. Funestato da seri problemi in fase di pre-produzione, il film dovrebbe consegnare un De Palma che dà continuità ai suoi classici topoi. Protagonista della vicenda un poliziotto danese – interpretato dalla star di Game of Thrones, Nikolaj Coster-Waldau – che, intenzionato a scoprire l’assassino di un suo collega, farà squadra con l’ex moglie di quest’ultimo e con un nuovo compagno di indagini. Tra falsi indizi e misteri, De Palma condurrà lo spettatore in un labirintico gioco di inseguimenti.


9. ONCE UPON A TIME IN HOLLYWOOD
Quentin Tarantino

In odor di Cannes anche Quentin Tarantino, che spera di bissare il successo come miglior film ottenuto nel 1994 con Pulp fiction. A supportare il regista un cast invidiabile, all’interno del quale figurano attori del calibro di Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Al Pacino ed il compianto Luke Perry, recentemente scomparso. La vicenda, ambientata negli Stati Uniti di fine anni ’60, ruota attorno ad un attore e ad uno stuntman suo amico, i quali tentano, dopo i successi televisivi, di sfondare anche sul grande schermo. Nel frattempo, il terribile assassinio di Sharon Tate da parte della Family di Charles Manson complica i loro piani.


10. SORRY WE MISSED YOU
Ken Loach

Tra i “signori” di Cannes va annoverato sicuramente Ken Loach, che sulla Croisette ha trionfato per ben due volte: nel 2006, con Il vento che accarezza l’erba, e nel 2016, con Io, Daniel Blake. Autore sempre attento alle tematiche sociali ed ai dissidi delle classi meno agiate, il regista britannico potrebbe presentare a Cannes Sorry we missed you. In quest’amara storia familiare, due coniugi si ritrovano alle prese con i disagi derivanti dalla gig-economy: autista per una compagnia di franchising lui; badante lei. Nonostante, inizialmente, i protagonisti sembrino riuscire a fronteggiare i disagi, questi non tarderanno molto a ripresentarsi per complicare le loro vite.

di Vito Piazza 

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