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Dal 14 al 25 maggio torna il Festival di Cannes: ecco alcuni dei candidati alla Palma d’Oro

Dal 14 al 25 maggio torna il Festival di Cannes: ecco alcuni dei candidati alla Palma d’Oro

L’appuntamento è di quelli imperdibili: parliamo del Festival di Cannes 2019. Con l’approssimarsi dell’evento cinematografico più prestigioso al mondo, e con la querelle che ha visto scontrarsi i vertici di Cannes ed il gigante dello streaming, Netflix, sono in tanti a lanciarsi in previsioni ed auspici in merito al gruppo di circa venti film che potrebbero entrare a far parte della Selezione Ufficiale. Il direttore artistico Thierry Fremaux non si è ancora sbilanciato in merito ai titoli papabili, e come sempre i cinefili di ogni parte del mondo dovranno aspettare fino all’ultimo per avere notizie ufficiali. Di seguito, quindi, una lista – per nulla esaustiva, né definitiva – di opere e registi che potrebbero competere per la Palma d’Oro.


1. THE IRISHMAN
Martin Scorsese

Cominciamo proprio da un Film distribuito da Netflix: The Irishman, ultima opera di Martin Scorsese. Qualora i quadri direttivi di Cannes e il gigante delle piattaforme online dovessero trovare un accordo, il pubblico potrebbe gustare uno Scorsese che torna ai fasti – ed alle tematiche – del passato. Il film narra le vicende di Frank Sheeran (De Niro), leader sindacale americano degli autotrasportatori attivo negli anni ’50, e del suo coinvolgimento con la famiglia criminale dei Bufalino. Il regista italo-americano torna al gangster movie, e lo fa scegliendo proprio il suo attore feticcio, De Niro, per quella che è la loro nona collaborazione. Del cast stellare fanno parte alcune icone di Hollywood, tra le quali Al Pacino, Harvey Keitel e Joe Pesci, che ritorna sulle scene dopo 10 anni.


2. BACURAU
Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles

Il regista brasiliano di Aquarius Kleber Mendonça Filho, che nel 2016 con la sua opera scatenò diverse polemiche al Festival di Cannes schierandosi a fianco della presidentessa del paese Dilma Rousseff, ha realizzato insieme a Juliano Dornelles un’opera che va nel cuore più oscuro del Brasile. Udo Kier e Sônia Braga sono protagonisti di una storia oscura e misteriosa, in cui un regista si reca nell’entroterra brasiliano per realizzare un documentario. Col passare dei giorni, i locali dimostreranno di custodire un segreto molto pericoloso.


3. DOLOR Y GLORIA
Pedro Almodóvar

Il regista spagnolo premio Oscar Pedro Almodóvar si concentra su una storia intimista, richiamando sulle scene i propri attori-feticcio: Antonio Banderas e Penélope Cruz. Al centro di Dolor y gloria la vicenda di un regista sul viale del tramonto, che ricorda con nostalgia e commozione il proprio passato: gli amori madrileni, le delusioni, le esperienze. Nel frattempo il tempo scorre, portando con sé la consapevolezza delle difficoltà nel proseguire il proprio lavoro e riconfermando l’antico amore per il cinema, una forma terapeutica e salvifica.


4. OH MERCY
Arnaud Desplechin

Con la sua ultima opera Arnaud Desplechin, habitué di Cannes, cambia radicalmente registro rispetto a tutta la sua filmografia precedente. Roschdy Zem, Antoine Reinartz, Léa Seydoux e Sara Forestier sono protagonisti di Oh Mercy, per una storia basata su fatti realmente accaduti nella città natale del regista, Roubaix. Protagonisti sono due poliziotti – uno esperto e navigato, l’altro ancora impacciato e giovane – chiamati ad indagare sull’omicidio di un’anziana signora, e per il quale le colpe sembrano ricadere tutte sulle sue giovani vicine di casa.


5. JEANNE
Bruno Dumont

Da un regista raffinato e colto quale Bruno Dumont, altro assiduo frequentatore (e vincitore) di Cannes, potrebbe arrivare una sorta di sequel di una sua opera precedente. Jeanne, infatti, è il naturale completamento di Jeannette: the Childhood of Joan of Arc, un musical sui generis che narra la giovinezza della Pulzella d’Orleans accostando atmosfere sacrali e musica heavy metal. Jeanne, anch’esso un musical, adatta il testo di Charles Peguy “Il Mistero della Carità di Giovanna d’Arco”, e racconta le ultime fasi della vita della santa: la battaglia contro gli inglesi, il processo ed infine il rogo. Nei panni di Giovanna d’Arco, ancora una volta, la giovane Lise Leplat Prudhomme.


6. AHMED
Jean-Pierre e Luc Dardenne

Il crudo realismo della filmografia dei fratelli Dardenne ha consentito loro di guadagnare per ben due volte la Palma d’Oro: nel 1999, con Rosetta, e nel 2005, con L’enfant – Una storia d’amore. Adesso i Dardenne decidono di proporre un’altra opera di scottante attualità intitolata Ahmed, imperniata sul fondamentalismo religioso islamico. Pochissime le informazioni disponibili, e praticamente nessuna notizia circa il cast, che dovrebbe essere composto come di consueto da nomi sconosciuti al pubblico. Al centro della vicenda vi è la storia di un giovane ragazzo belga che, dopo aver aderito ad un’interpretazione estremistica del Corano, pianifica l’uccisione della sua insegnante.


7. EMA
Pablo Larraín

Per il suo Ema, Pablo Larraín si affida ad un attore di comprovato talento quale Gael Garcìa Bernal, ed a Mariana Di Girolamo, per raccontare una storia ambientata nel Cile contemporaneo che vede protagonisti un coreografo di una scuola di danza e sua moglie, insegnante nella medesima scuola. Dopo un’adozione tormentata, i due ballerini si troveranno ad affrontare gravi difficoltà personali e di coppia, in un viaggio emotivo in cui la danza sarà, per entrambi, il solo ed unico modo per esternare sentimenti e stati d’animo. Pare che, per l’occasione, lo stesso Larraín si sia occupato personalmente di ideare e sviluppare le scene di danza.


8. ONE SECOND
Zhang Yimou

One second, ultima opera di Zhang Yimou, è stata al centro di un caso mediatico all’ultimo Festival di Berlino, dove era stato inizialmente selezionato per competere per l’Orso d’Oro. Ritirato poco prima dell’inizio a causa di arcani “motivi tecnici”, in molti hanno scorto dietro quest’operazione la mano del Partito Comunista Cinese, che potrebbe aver posto il proprio veto sulla proiezione del film all’estero. La tematica, del resto, è quantomeno delicata, narrando la storia di un prigioniero in un campo di lavoro che, in piena Rivoluzione culturale, riesce a fuggire. Descritto dal regista come un omaggio al cinema, One second si lega ad un’epoca storica che gli stessi vertici comunisti contemporanei hanno definito disastrosa, ma che comunque suscita ancora oggi grandi dibattiti.


9. IL TRADITORE
Marco Bellocchio

Bellocchio torna ad un cinema forte ed impegnato scegliendo una storia di mafia. Pierfrancesco Favino, ne Il traditore, interpreta Tommaso Buscetta, primo pentito di mafia che aiutò i giudici Falcone e Borsellino a far luce su una delle cupole criminali più pericolose e sanguinarie di ogni tempo. Soprannominato “L’uomo dei due mondi” proprio per la sua scelta di stare a cavallo tra legalità ed illegalità, il personaggio di Buscetta ha offerto a Bellocchio la possibilità di indagare le ragioni del tradimento, che non sempre, secondo il regista piacentino, è sinonimo di infamia, ma talvolta di gloria e giustizia.


10. MATTHIAS & MAXIME
Xavier Dolan

Mentre ancora il pubblico italiano è in attesa del suo The Death and Life of John F. Donovan, Xavier Dolan sembrerebbe pronto a concorrere per la Palma d’Oro con Matthias & Maxime. Il progetto ruota attorno a due amici che, lentamente, vedono mutare il loro sentimento in amore. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Dolan, i temi dell’amicizia e dell’amore saranno predominanti, e verranno trattati partendo da una prospettiva più adulta e matura anziché adolescenziale, come accaduto in diversi suoi precedenti film. Oltre al giovane regista, del cast dovrebbe far parte anche una sua vecchia conoscenza, Anne Dorval, splendida protagonista di Mommy (2014).

di Vito Piazza

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