Sogni Elettrici – Intervista a Ronald D. Moore

Sogni Elettrici – Intervista a Ronald D. Moore

Una giovane esper (una telepatica) che aiuta un poliziotto cinico a risolvere un caso; un impiegato di un’agenzia di viaggi spaziali con una cliente alla ricerca di un pianeta (s)perduto; un controllore ferroviario alle prese con la fermata in un città che non dovrebbe esistere; un uomo e una donna legati dalla realtà virtuale: sono alcuni dei protagonisti di Electric Dreams, l’antologia fantascientifica ispirata ai racconti dello scrittore Philip K. Dick.

Dieci storie (e un cast sontuoso con Bryan Cranston, Steve Buscemi, Anna Paquin, Timothy Spall, Richard Madden e Geraldine Chaplin) che descrivono futuri possibili, prodotte da Ronald D. Moore, già showrunner di Battlestar Galactica.


Mr. Moore, come è nata l’idea di produrre Electric Dreams?

Notoriamente gli eredi di Dick non sono mai stati soddisfatti delle trasposizioni delle sue storie. Così hanno preso l’iniziativa: Isa Dick Hackett, sua figlia, mi ha contattato per realizzare il progetto. Mi interessava perché conoscevo già bene l’opera di Dick, ma scegliere quali racconti adattare tra tanti capolavori si è rivelato subito arduo. Dopo l’ultima scrematura, abbiamo affrontato la sfida della produzione di dieci piccoli film a sé stanti, quindi per ognuno siamo partiti da zero con location, cast, etc. È la natura di una serie antologica, e una bella avventura.


Come avete messo insieme un cast così prestigioso?

Non è stato difficile, ci sono un sacco di estimatori di Dick là fuori. Lui parlava di identità, di intelligenza artificiale, dell’impatto della tecnologia, di nuove forme di comunicazione: tutti temi coinvolgenti per molti, per cui è bastato menzionarlo per ricevere adesioni.


Lei ha anche scritto un episodio.

Sì, Real Life, che per me è la quintessenza dell’opera di Dick, il quale ha parlato numerose volte della difficoltà di distinguere il reale dal non reale. È il caso dei protagonisti – una poliziotta e un produttore di VR – che sperimentano una sorta di doppia vita virtuale. Nessuno dei due riesce a capire quale delle due esistenze è reale, è molto suggestivo.


Qual è il fil rouge di tutti gli episodi, se ce n’è uno?

La ricerca di cosa vuol dire essere umani.


di Lorenza Negri


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