FILMAMO | SEGUICI SU

Le ragazze sono tornate

Le ragazze sono tornate

Dal 25 novembre 2016 su Netflix approda Una mamma per amica: di nuovo insieme, una stagione di quattro nuovi episodi per incontrare ancora Lorelai e Rory Gilmore.

Quando Dean, fidanzatino di Rory, viene iniziato ai rituali serali di casa Gilmore, le ragazze stanno guardando la storica sitcom The Donna Reed Show. Dean, confuso dall’entusiasmo, chiede ingenuamente: «Quindi… è una commedia?». «È uno stile di vita», lo corregge Rory; «È un vero e proprio credo» sintetizza Lorelai. Il dialogo, non a caso usato per promuovere la stagione revival di Una mamma per amica, intitolata Di nuovo insieme e composta da quattro tv movie di un’ora e mezza ciascuno (disponibili su Netflix dal 25 novembre 2016: il cast al completo è tornato, eccezion fatta per il compianto Edward Herrmann; dal trailer intuiamo già che assisteremo al funerale di Richard), si applica perfettamente allo stesso Una mamma per amica, Gilmore Girls in originale.

Un universo compatto di citazionismo pop, personaggi adorabili e logorroici, coppie scoppiate e matrimoni mancati, caratteri di contorno eccentrici, ambientazioni americane fino al midollo (la tavola calda, il paesello del New England dove tutti si conoscono, la high school con le gare di dibattito…), talmente compatto da generare un culto in cui i profani non sono ammessi – dove per profano intendiamo chiunque almeno una volta abbia pronunciato la frase «è una serie da femmine» o l’altrettanto inammissibile obiezione «se Rory e Lorelai mangiano cibo spazzatura ogni giorno, com’è che hanno il fisico di due modelle?».

Questioni senza senso, perché Amy Sherman-Palladino ha creato non solo l’immaginario paese di Stars Hollow, fondato nel 1779 nel Connecticut, ma un intero mondo diventato oggetto di culto, in patria come in Italia, dove vanta fan agguerriti: chi scrive ricorda la reazione, al limite dell’insurrezione popolare, alla sostituzione della doppiatrice storica di Rory, Myriam Catania, con Federica De Bortoli, per alcuni episodi della sesta stagione (Italia 1 si premurò addirittura di mandare un messaggio in sovrimpressione per confortare i fan che Catania sarebbe tornata).

A fare della serie un prodotto unico nel suo genere è soprattutto la scrittura: sette stagioni e 153 episodi di elettrizzante, solidissima screwball comedy, in quantità oggettivamente anomale per una serie tv. I copioni di Una mamma per amica erano infatti più lunghi quasi del 60% di una normale puntata, grazie anche al ritmo mitragliante delle battute recitate da Lauren Graham e Alexis Bledel, che rendevano gli episodi densissimi e così dialogati da far invidia ad Aaron Sorkin.

Qualcuno (anche questo definisce un “cult”) si è preso la briga di contare i riferimenti pop, citati o comparsi nella serie: 284 film, 168 serie tv, 359 band, musicisti e canzoni. Stars Hollow sarà anche irreale, ma Lorelai e Rory si nutrivano della stessa cultura di cui si era nutrita la loro creatrice (Sherman-Palladino annovera tra le sue ispirazioni I Jefferson e Buffy) e parlavano (molto, molto velocemente) allo spettatore di cose che conosceva, o era curioso di scoprire.

Proprio la fusione esaltante fra il mondo fittizio – fatto di improbabili sagre di primavera, di implausibili quantità di caffeina e di bislacchi personaggi di contorno – e l’universo reale in cui le ragazze Gilmore si muovevano (al termine della settima stagione, Rory partiva per seguire da giornalista la campagna elettorale di Obama), ha fatto la fortuna della serie. Che altro non è se non un doppio romanzo di formazione di cui nessun fan vorrebbe mai leggere la fine: quattro episodi, già lo sappiamo, non basteranno.

di Ilaria Feole

 

Altri approfondimenti su filmtv.press 

0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*