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Addio a Bernardo Bertolucci: regista italiano che ha rivoluzionato la storia del cinema

Addio a Bernardo Bertolucci: regista italiano che ha rivoluzionato la storia del cinema

Ha diretto capolavori come “L’ultimo Imperatore“, è stato anche produttore e sceneggiatore, ha vinto 2 Oscar, il Leone d’oro alla carriera e tanti altri premi, ha lavorato con attori internazionali del calibro di Marlon Brando, Robert De Niro, Gérard Depardieu e Burt Lancaster, ma è sempre rimasto legato alla sua terra emiliana.

E’ Bernardo Bertolucci, uno dei più celebri registi di tutti i tempi, che si è spento proprio oggi, a 77 anni, lasciandoci con un grande vuoto emotivo e artistico.

Regista di luoghi e di anime, di lui ci restano film indimenticabili che hanno segnato la storia del grande schermo!

Bernardo nasce a Parma nel 1941 in un ambiente pieno di fermento artistico: è figlio di del poeta Attilio Bertolucci, fratello del regista e autore teatrale Giuseppe Bertolucci, nipote del produttore Giovanni Bertolucci e amico storico di Pier Paolo Pasolini, figura fondamentale per il suo percorso artistico.

Il suo primo cortometraggio, “La comare secca“, arriva nel 1962 proprio grazie alla sceneggiatura di Pasolini e alla collaborazione col grande Tonino Guerra.

Seguono gli anni al Living Theatre, la collaborazione con Sergio Leone, per cui scrisse la sceneggiatura di “C’era una volta il west“, e i primi film che lo rendono famoso a livello internazionale: “Strategia del ragno” e “Il conformista“.

Ma la vera svolta arriva nel 1972 con il suo “Ultimo tango a Parigi“, dove Bertolucci dirige Marlon Brando e Maria Schneider in una delle più celebri tragedie del grande schermo.

La storia è quella dell’amore fra un quarant’enne ed una giovane ventenne che suscita un enorme successo di critica, ma anche scandali e polemiche. Bertolucci viene addirittura condannato a 4 mesi per oscenità, ma indubbiamente la pellicola rivoluziona il mondo del cinema e il regista si aggiudica un Nastro d’Argento e una candidatura agli Oscar.

Eppure Bertolucci ha ancora tantissimo da dire e lo fa alla perfezione con l’epico “Novecento” (1976), dove raccoglie un cast di star come Robert de Niro, Burt Lancaster e Gérard Depardieu, ma soprattutto con il kolossal “L’ultimo Imperatore” (1987), che segna l’apice della sua carriera.

Il film, diretto in Cina con protagonista Peter O’Toole, si aggiudica nove Oscar e spopola anche ai BATFA, ai David di Donatello, ai Golden Globe, ai Nastri d’Argento e ai César.

Al suo capolavoro per eccellenza nel 1990 seguono poi il corale “12 autori per 12 città“, dove parla della sua amata Bologna, e “Il tè nel deserto“, con John Malkovich, dove mette al centro pulsioni, tristezze e fragilità dell’animo umano.

Successivamente arrivano il sofisticato “Piccolo Buddha” (1993), “Io ballo da sola” (1996), con Stefania Sandrelli e una giovanissima Liv Tyler, “L’assedio” (1998) tratto da un racconto di James Lasdun, e “The Dreamers – I sognatori” (2003).

La sua ultima opera risale al 2012 quando presenta a Cannes “Io e te“, trasposizione cinematografica del libro di Niccolò Ammaniti.

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