Se ti è piaciuto il mondo dei samurai di Westworld devi vederti questi grandi classici

Se ti è piaciuto il mondo dei samurai di Westworld devi vederti questi grandi classici

E dopo gli effetti speciali e la fantascienza, passiamo a un capolavoro del piccolo schermo: Westworld! Nella seconda serie sono arrivati i samurai, ecco i grandi classici a tema da non perdere!

Avete già visto la seconda stagione di Westworld? Beh, sebbene pensi che i più appassionati non si siano persi una puntata, per evitare spoiler non vi accennerò nulla sulla trama, ma vi parlerò di samurai!

Sì, avete letto bene, nel mondo western di Westworld sono arrivati i samurai del periodo Edo del Giappone.

Così al parco Westworld si è aggiunto Shogun World, dove gli ospiti, gettati in un ambiente di splendida bellezza che nasconde però gli orrori più terribili, vengono spinti ad abbracciare il proprio guerriero interiore.

In particolare il periodo Edo in Giappone andò dal 1603 al 1868 e fu contraddistinto dallo shogunato che suddivideva la popolazione in rigide classi sociali, soggette a regole diverse a seconda che fossero: contadini, artigiani, mercanti o la classe dominante dei samurai.

Beh se volete saperne di più aiutandovi con i grandi classici, ecco i film da non perdere secondo noi!

1 – I Sette Samurai (1954)

di Akira Kurosawa

Nel Giappone del XVI secolo in cui orde di soldati sbandati e dediti al brigantaggio saccheggiano le campagne, la popolazione di un povero villaggio decide di ricorrere ai samurai, nobile casta di soldati di ventura, nella speranza di trovare qualcuno disposto a impegnarsi in un’impresa così umile e così poco remunerata. Li trovano.

2 – Harakiri (1962)

di Masaki Kobayashi

La pacificazione violenta del Giappone, ad opera dello shogunato, dell’inizio del XVII secolo causò la caduta di molti signori e la caduta in miseria di molti samurai che, rimasti senza lavoro, iniziarono a dirigersi verso le città. Uno di questi è Hanshiro Tsugumo che, dopo la caduta del signore Geishu, chiede alla casa Iyi di poter utilizzare un luogo per compiere onorevolmente seppuku: cioè il rituale giapponese per il suicidio di un samurai.

3 – La sfida del samurai (1961)

di Akira Kurosawa

Nel XVII secolo un samurai vagabondo arriva in un villaggio insanguinato dalla guerra tra due clan e, con machiavellica strategia, diventa l’ago della bilancia mettendo gli uni contro gli altri. Splendido film d’azione in chiave ironica e di ritmo snello, ma anche limpida parabola sulla cupidigia del denaro con risvolti ironici e una lontana parentela con Goldoni (Arlecchino servitore di due padroni). Yojimbo (che significa “guardia del corpo”) è il modello su cui Sergio Leone ricalcò Per un pugno di dollari e Walter Hill Ancora vivo. Ma, forse, all’origine di tutto c’è Red Harvest (Piombo e sangue, 1929) di Dashiell Hammett.

4 – Kill Bill – Volume 1 (2003)

di Quentin Tarantino

La Sposa è una ex-killer che faceva parte dei ‘Deadly Viper Assassination Squad’. Aggredita e quasi uccisa il giorno delle nozze per ordine del suo padrino Bill, la Sposa entra in coma. Dopo cinque anni, però, si risveglia. Addestrata dai monaci Shaolin allo Zen e alle arti del Kung Fu, diventa una macchina di morte con una sola missione: uccidere Bill.

5 – L’ultimo Samurai (2003)

di Edward Zwick

Nel 1876, il capitano americano Nathan Algren (Tom Cruise) si reca in Giappone per addestrare il primo esercito regolare del Paese, che fino a quel momento aveva basato la difesa dei territori sull’impiego dei samurai. Ora l’Imperatore si prepara a sconfiggere gli ultimi guerrieri rimasti con le sue nuove truppe. Ma quando Algren viene ferito e catturato dai samurai, viene profondamente colpito dai loro ideali e dal senso dell’onore che li guida…

6 – Ghost Dog – Il codice del samurai (1999)

di Jim Jarmusch

Ghost Dog è un killer professionista, chiamato così perché’ come un “cane fantasma” si muove senza lasciare traccia. Ghost Dog ha una sua “Bibbia” il Libro dei Samurai, a cui fa costantemente riferimento.

7 – Sanjuro (1962)

di Akira Kurosawa

Il seguito della “Sfida del samurai” è un buon film, anche se non all’altezza dell’originale. Girato da Kurosawa per sfruttare il successo del precedente, risulta, comunque, un film valido e divertente, nelle corde del Kurosawa più avventuroso.

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