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Bochco Blues

Bochco Blues

Sì, certo, i David Lynch e Mark Frost, l’irruzione dell’autorialità nella serialità televisiva, l’esperienza di fruizione collettiva che diventa fenomeno di massa e di costume, le successive ondate di età dell’oro del piccolo schermo, fino a oggi, a un presente in cui la fiction tv permea le nostre esistenze, l’immaginario, la cultura pop. Tutto giusto.

Eppure, prima dei segreti di Twin Peaks e delle verità celate negli X-Files, qualcuno ha messo in moto il meccanismo che avrebbe rivoluzionato la tv: il newyorkese Steven Bochco, che ci ha lasciati il 1° aprile 2018, a 74 anni, 50 dei quali passati a scrivere e a produrre per la tv americana.

La sua prima e più importante tessera del domino si chiama Hill Street giorno e notte (in originale Hill Street Blues): co-creata con Michael Kozoll, esordì sulla NBC nel 1981, andò in onda per sette stagioni e accumulò 98 nomination agli Emmy. Ma soprattutto propose un inedito mix tra procedurale poliziesco (che all’epoca abbondava in telefilm dagli episodi autoconclusivi) e orizzontalità di trame ed evoluzione dei personaggi, con un cast ampio e storyline multiple e intrecciate, perseguendo un realismo sia nella narrazione sia nelle tecniche di ripresa e messa in scena che fino a quel momento ancora non si era visto e che pesò moltissimo sulla successiva produzione statunitense, non solo a sfondo crime, da E.R. a The Wire.

Bochco confezionò la serie per la MTM Enterprises (la compagnia fondata da Mary Tyler Moore e dall’allora marito di lei Grant Tinker), ma aveva iniziato scrivendo per la Universal episodi di, tra gli altri, Colombo e Ironside; e dopo Hill Street giorno e notte s’inventò altri due show acclamati e influenti: Avvocati a Los Angeles (L.A. Law, 1986-1994) e NYPD – New York Police Department (NYPD Blue, 1993-2005).

Nota bene: dalla scuderia di sceneggiatori del primo uscirà David E. Kelley, poi eminenza del legal drama da The Practice a Ally McBeal e oggi responsabile dell’enorme successo di Big Little Lies; mentre il secondo è co-creato con David Milch, grande autore che poi volerà alla HBO con Deadwood e Luck e che ora è al lavoro sulla prossima stagione di True Detective.

L’influenza di Bochco riverbera anche nei suoi fallimenti, come Cop Rock (1990), tentativo disastroso ma coraggiosissimo di ibridare poliziesco e musical, o il preveggente Murder One (1995-1997), che mise alla prova la formula, oggi diffusissima, in cui il racconto di una sola indagine dura il tempo di un’intera stagione, o Commander in Chief, con Geena Davis prima presidente donna degli Usa. L’ultima sua serie, Murder in the First, si è chiusa nel 2016, un po’ in sordina: e dire che senza di lui, probabilmente, ora guarderemmo tutta un’altra tv.

di Alice Cucchetti

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