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Una promessa lunga venticinque anni

Una promessa lunga venticinque anni

Correva il 1991, e negli Usa veniva trasmesso l’ultimo episodio de I segreti di Twin Peaks. David Lynch si congedava con un episodio destinato a scardinare ogni logica del serial televisivo e con quella che, a posteriori, potremmo definire una premonizione per bocca della defunta Laura Palmer: «Ci rivedremo tra venticinque anni!». Avvertendo i lettori della presenza di spoiler, addentriamoci in uno degli universi più affascinanti e misteriosi di ogni tempo.

«Chi ha ucciso Laura Palmer?»

Un corpo, avvolto in un telo di plastica, giace sulle rive del fiume: è quello di Laura Palmer, stimata studentessa di Twin Peaks. L’omicidio sconvolge la piccola comunità, e del caso viene incaricato l’agente speciale dell’FBI Dale Cooper, che, giunto in città, inizia ad indagare nel torbido, misterioso ed inquietante mondo di Twin Peaks. Si accorgerà presto che non tutto è come sembra: dietro il perbenismo, le torte alla ciliegia ed i sorrisi, si celano terribili segreti e oscure presenze che popolano i boschi.

Cooper, del resto, non è un agente qualunque, bensì un misto tra un esoterico ed un investigatore dai metodi non convenzionali. Grazie a queste capacità accede ad un’altra realtà, la Loggia Nera, un luogo a metà tra universo fisico, metafisico ed onirico: è a partire da quest’”universo fluido” che Cooper dovrà cominciare ad indagare. L’agente comunica con entità misteriose: un nano che balla; un Gigante che gli fornisce enigmatici indizi per scoprire l’assassino; la stessa Laura; infine BOB, un essere dall’aspetto mefistofelico. Quello di Twin Peaks è un mondo popolato sia da esseri umani che da spiriti, i quali possono impossessarsi dei corpi umani e nutrirsi delle sue emozioni.

Nel corso della prima stagione il quesito «Chi ha ucciso Laura Palmer?» diventa un mantra. La soluzione, grazie al duo Lynch/Frost, coideatori della serie, sfugge come aria tra le dita. Gli indizi disseminati sono tanti, forse persino troppi: allo spettatore è richiesto un gran lavoro mnemonico ed analitico. Ma a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, apogeo delle telenovelas sudamericane, il conturbante mondo di Twin Peaks rappresenta un’esplosione atomica: liceali cocainomani, violenze domestiche, tremendi segreti; e poi possessioni, visioni inspiegabili, premonizioni. Nulla sarà più come prima.

Declino e rinascita

L’enorme successo resiste fino al nono episodio della seconda stagione, quando, sotto le pressioni dell’emittente ABC, Lynch e Frost sono costretti a svelare l’assassino: è Leland Palmer, il padre di Laura. Posseduto dal demone BOB sin dalla tenera età, che lo spingeva ad azioni terribili per nutrirsi di violenza, dolore e paura, Leland aveva assassinato l’amata Laura, incarnazione dell’innocenza e della purezza.

Una volta svelato il mistero, la serie va incontro ad un inesorabile declino, fino al punto di essere cancellata. Nuovi episodi verranno diretti da altri registi, ma il racconto si arricchirà di sottotrame poco convincenti. Solo all’ultima puntata, quando Lynch e Frost tornano al timone, la storia della televisione si arricchisce di un capolavoro. Cooper entra nella Loggia Nera e viene a conoscenza dei doppelgänger, i “doppi maligni” che, come degli Io-ombra, seguono l’anima di ogni vivente. Egli è quindi sdoppiato in una parte benigna e nel corrispettivo doppelgänger, che, in combutta con BOB, intrappola il “Dale buono” nella Loggia. Con sgomento dei telespettatori, Twin Peaks si conclude con il corpo di Cooper posseduto da BOB.

La summa di Lynch e il sogno di Möbius

Mantenendo le promesse di venticinque anni fa, Lynch è tornato a Twin Peaks per dirigere Twin Peaks – The Return, un’opera esteticamente impeccabile e legata alla complessiva concezione del cinema (e della vita) del regista.

Il Cooper buono è ancora intrappolato nella Loggia Nera, e per liberarsi verrà inviato nel mondo per catturare il proprio doppelgänger. L’impresa si rivelerà ardua, e Cooper compirà un viaggio verso sé stesso misterioso, a tratti allucinato e talvolta farsesco. Incontrerà personaggi indecifrabili ed inquietanti, compresa Laura Palmer. Quest’itinerario all’insegna del risveglio porterà lo spettatore in realtà impossibili da collocare geograficamente e concettualmente. Insomma: Lynch inscena sé stesso all’ennesima potenza, materializza l’inconscio, i suoi incubi (o i suoi sogni?). Osa fino all’inverosimile, e non ci chiede altro che di abbandonarci in un viaggio che trascende ogni linearità narrativa, logica e seriale.

The Return ha una trama diversa rispetto a quella delle prime stagioni, ma resta invariata l’imponenza di una creazione tipicamente lynchiana. Che, come ogni altra sua opera, va sentita, piuttosto che capita. Difficile non restare affascinati da alcune sequenze, ad esempio quelle della parte 8 dove assistiamo alla genesi di BOB, il Male connaturato all’uomo che scaturisce dall’esplosione atomica. È questa specie di big bang che indurrà il Gigante a dar vita a Laura per contrastarlo.

Col procedere delle puntate la lotta tra Bene e Male assumerà confini cosmici, ben più ampi della cittadina di Twin Peaks. Sì, perché il nostro mondo non è che uno tra i tanti, e il nostro tempo solo una tra le molteplici traiettorie possibili. Persino i personaggi possono assumere differenti identità. Contemporaneo Eraclito, Lynch suggerisce l’esistenza di forze più grandi e radicali soggiacenti al visibile, che sono in eterno contrasto al di là delle contingenze e si propagano da uno spazio/tempo all’altro.

Cooper concluderà il suo viaggio con Laura. E con il tentativo di spiegare ciò che, forse, spiegabile non è. Cosa rappresenta Judy, demone maligno per antonomasia? Chi è davvero Laura? È stata uccisa? Oppure, in un altro universo, l’agente Cooper è riuscito a salvarla? In che traiettoria spazio-temporale si trovano i personaggi? E infine: è stato tutto, soltanto, un lungo sogno? Non ci sono risposte certe. L’universo lynchiano continua ad avvitarsi su sé stesso, e noi stiamo viaggiando su strade perdute come in un nastro di Möbius.

di Vito Piazza

2 Commenti

  1. Giuseppe 8 mesi fa

    Ottima interpretazione del film con personale capacità espressiva .

    • Francesca Barzanti 8 mesi fa

      Grazie 🙂 Continui a seguirci!

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