“28 giorni dopo”, “The Walking Dead”, “Dead Set”: gli zombie di oggi non escono più dalle tombe!

“28 giorni dopo”, “The Walking Dead”, “Dead Set”: gli zombie di oggi non escono più dalle tombe!

Cari cineamatori quando avete iniziato a vedere i film dell’orrore? Io… a 28 anni! Non sono sicuramente fra le più precoci in campo horror, quando ero piccola ricordo che vidi “Intervista col Vampiro“, con Tom Cruise, Brad Pitt e una giovanissima Kristen Dust, e dormii fra i miei genitori per circa 2 settimane!

Così capii che sicuramente quel genere non faceva per me, molto meglio i film romantici, comici, i cartoni Disney o, se proprio volevo trasgredire, il primo Ghostbusters, quello del 1984 con Bill Murray e Dan Aykroyd per intenderci.

Solo alla “tenera” età di 28 anni ho deciso di ritentare, mi sono detta “se ricomincio, lo faccio col botto“, e sono partita subito dalla cosa che mi ha sempre più terrorizzato: gli zombie!!!

Beh, la mia idea di zombie si rifaceva ai ricordi adrenalinici di qualche film di George A. Romero, il padre degli zombie da “La notte dei morti viventi” (1968), che li rappresentava come uomini lenti, brancolanti e decomposti che all’improvviso uscivano dalle proprie tombe senza un motivo preciso ed iniziavano a cibarsi degli uomini.

Ma più ho approfondito la mia fobia/passione per gli zombi, più mi sono accorta che le cose da allora sono molto cambiate. Che sia stato il bellissimo “28 giorni dopo” di Danny Boyle, o l’esplosione della serie tv “The Walking Dead“, tratta dall’omonimo fumetto, sicuro è che oggi gli zombie da horror puro, sono diventati a tratti fantascienza.

Il loro essere zombie inizia infatti ad avere spiegazioni scientifiche: un virus, solitamente creato in qualche laboratorio illegale, viene testato su un animale o un essere umano che diventa il paziente zero, il primo zombie che da via al rapidissimo e devastante contagio.

Così da “The Walking Dead” in poi le serie tv e i film sulle epidemie zombie si sono moltiplicati: nel simpatico “IZombie” il virus è innescato da un mix di droga e una strana bevanda energetica, in “Z-Nation” conosciamo addirittura un sopravvissuto al contagio, in “In the Flesh” gli zombie vengono “curati” e tornano dalle proprie famiglie, nella sit com “Santa Clarita Diet” la mamma, alias Drew Barrymore, è uno zombie ma se gli si dà la sua dose di “carne” quotidiana si comporta da perfetto essere umano, nel film “World War Z” poi gli zombi non sono più cadaveri barcollanti, ma diventano veloci come razzi.

Ammetto che ormai sono diventata un’esperta di morti viventi virulenti e se devo scegliere una serie su tutte è assolutamente “Dead Set“: altro prodotto nato dalla fantasia geniale di Charlie Brooker, l’autore di Black Mirror, dove l’apocalisse zombie è anche un modo per criticare la stupidità della società di oggi, già marcia di suo.

In “Dead Set” gli zombie, che corrono veloci e si trasformano in pochi minuti, invadono Londra sterminando gli esseri umani, gli unici sopravvissuti? Gli abitanti della casa del Grande Fratello inglese che, ignari di quello che accade fuori, continuano mettere in mostra il fisico e parlare di” nulla”… fino a quando i morti entrano in giardino!

Insomma dove sono finite le tombe interrate da cui usciva la classica mano fredda?

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