La più bella del mondo…

La più bella del mondo…
No, questa volta non si tratta della nostra Costituzione, bensì della cinematografia italiana, che così è stata definita, con la consueta enfasi, da Roberto Benigni al momento del ricevimento del David di Donatello speciale lo scorso lunedì 27 marzo.

L’affermazione non è in realtà sostenibile, non fosse altro perché, probabilmente, nessun’arte è più internazionale del cinema e vive delle continue influenze tra le cinematografie dei vari Paesi.È però innegabile che il cinema italiano dal punto di vista artistico comprenda pellicole, registi e attori davvero straordinari, ma allora perché economicamente non gode di buona salute? Un paradosso questo che sta animando molti critici e i giornalisti del settore, uno fra tutti Mauro Gervasini direttore editoriale di Film Tv e del sito FilmTv.press.

Ancora una volta il problema è che della straordinarietà delle cose ce ne si rende conto sempre dopo, un po’ come quando, divenuti adulti, si va alla ricerca spasmodica di ciò che da piccoli abbiamo usato e poi abbandonato con noncuranza.

E così è facile magnificare la grandezza del cinema italiano che fu di Fellini (cui sputarono alla prima de “La dolce vita“), di Totò (notoriamente al tempo snobbato dalla critica) e degli straordinari “colonnelli della commedia all’italiana” (Gassman, Tognazzi, Mastroianni, Manfredi e Sordi); meno facile è invece rendersi conto che esistono grandiosi talenti anche oggi, forse perché, al pari di una qualsiasi “Grande bellezza“, sono il frutto di assuefazione quotidiana.Ed invece abbiamo registi pluripremiati (Paolo Sorrentino, Matteo Garrone, Gabriele Salvatores, Giuseppe Tornatore, Paolo Virzì), solidissimi registi di genere (il Sollima di “Gomorra” e “Suburra“, che all’estero dirige il sequel di “Sicario” succedendo ad un certo Dennis Villeneuve; il bravissimo Luca Guadagnino) e nuove leve che promettono benissimo (il Gabriele Mainetti di “Lo chiamavano Jeeg Robot“, il Matteo Rovere di “Veloce come il vento“, il Sydney Sibilia di “Smetto quando voglio” e Pif rivelatosi con “La mafia uccide solo d’estate” e il cui successo è stato confermato da “In guerra per amore“).

A questi, si uniscono attori di grande bravura: come altro dovremmo infatti considerare gente del calibro di Toni Servillo, Fabrizio Bentivoglio, Silvio Orlando, Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Claudio Santamaria, Elio Germano o Luca Marinelli, e attrici come Alba Rohrwacher, Anna Foglietta, Giovanna Mezzogiorno, Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Matilde Gioli, Isabella Ragonese, o Matilda De Angelis?

Ultimamente abbiamo iniziato a fare bene anche le serie televisive, già nel 2007 con la commedia dissacrate “Boris” e nel 2008 con “Romanzo Criminale” avevamo messo due tasselli importanti, ma oggi, in attesa della prima produzione italiana Netflix, con l’ormai famosissimo “Gomorra“, la trasposizione seriale di “Suburra” e la miniserie “The Young Pope“, con un bravissimo Jude Law, ci siamo letteralmente superati.

A confermare tutto ciò ci hanno pensato i “David di Donatello” consegnati lo scorso 27 marzo; ecco perché è importante, ad oltre una settimana dalla loro consegna, ricordarli e recuperare quanto più possibile dei bei film che sono stati protagonisti dell’ultima edizione:

Miglior film
Miglior regista
Miglior regista esordiente
Migliore sceneggiatura originale
Migliore sceneggiatura adattata 
Migliore produttore 
Migliore attrice protagonista
Migliore attore protagonista
Migliore attrice non protagonista
Migliore attore non protagonista
Migliore autore della fotografia
Migliore musicista

Migliore canzone originale

  • Abbi pietà di noi (musica e testi di Enzo Avitabile, interpretata da Enzo Avitabile, Angela e Marianna Fontana) – Indivisibili
  • I Can See the Stars (musica e testi di Fabrizio Campanelli, interpretata da Leonardo Cecchi, Eleonora Gaggero, Beatrice Vendramin) – Come diventare grandi nonostante i genitori
  • L’estate addosso (musica di Lorenzo Cherubini, Christian Rrigano e Riccardo Onori, testi di Lorenzo Cherubini e Vasco Brondi, interpretata da Jovanotti) – L’estate addosso
  • Po Popporoppò (musica e testi di Carlo Virzì, interpretata dai pazienti di Villa Biondi) – La pazza gioia
  • Seventeen (musica di Andrea Farri, testi di Lara Martelli, interpretata da Matilda De Angelis) – Veloce come il vento
Migliore scenografo
Migliore costumista
Migliore truccatore
Migliore acconciatore
Migliore montatore
Miglior suono
  • Angelo Bonanni, Diego De Santis, Mirko Perri, Michele Mazzucco – Veloce come il vento
  • Gaetano Carito, Pierpaolo Lorenzo, Lilio Rosato, Roberto Cappanelli – Fai bei sogni
  • Valentino Giannì, Fabio Conca, Omar Abouzaid, Sandro Rossi, Lilio Rosato, Francesco Cucinelli – Indivisibili
  • Alessandro Bianchi, Luca Novelli, Daniela Bassani, Fabrizio Quadroli, Gianni Pallotto – La pazza gioia
  • Filippo Porcari, Federica Ripani, Claudio Spinelli, Marco Marinelli, Massimo Marinelli – La stoffa dei sogni
Migliori effetti digitali
Miglior documentario
  • Crazy for Football – regia di Volfango De Biasi
  • 60 – Ieri, oggi, domani – regia di Giorgio Treves
  • Acqua e zucchero: Carlo Di Palma, i colori della vita – regia di Fariborz Kamkari
  • Liberami – regia di Federica Di Giacomo
  • Magic Island – regia di Marco Amenta
Miglior cortometraggio
  • A casa mia – regia di Mario Piredda
  • Ego – regia di Lorenza Indovina
  • Mostri – regia di Adriano Giotti
  • Simposio suino in re minore – regia di Francesco Filippini
  • Viola, Franca – regia di Marta Savina
Miglior film dell’Unione Europea
Miglior film straniero

Premio David giovani

David Speciale
3 Future Award
  • Il più grande sogno – regia di Michele Vannucci
  • Fiore – regia di Claudio Giovannesi
  • Indivisibili – regia di Edoardo De Angelis
  • Mine – regia di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro
  • Veloce come il vento – regia di Matteo Rovere

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